29/06/2011

Business plan, non solo numeri

I nuovi principi del Cndcec per elaborare il documento di presentazione degli obiettivi aziendali. Vanno espresse anche considerazioni sul progetto d'impresa.


Vanno espresse anche le considerazioni sul progetto d'impresa

Maggiori responsabilità per l'esperto che redige il business plan. È quanto emerge dal documento «Linee guida alla redazione del business plan», redatto dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) ed esperti contabili, approvato lo scorso 5 maggio 2011 e diffuso nei giorni scorsi. Lo studio, condotto dal gruppo di lavoro area finanza aziendale del Cndcec, rappresenta un aggiornamento di quello realizzato nel 2003, e prevede che il redattore del business plan non si limiti a una esposizione numerica e descrittiva del piano. L'esperto deve invece esprimere anche le sue considerazioni finali e complessive in ordine al grado di concreta realizzabilità del progetto. Ciò al fine di consentire al destinatario del business plan la formulazione di un giudizio sull'opportunità di investire nell'impresa, finanziarla. Secondo il Cndcec, infatti, il business plan è un documento che deve sempre più essere connesso all'evoluzione del mercato economico e finanziario, e rispondere innanzitutto alle esigenze delle imprese che con tale documento necessitano di reperire fonti di finanziamento.

La bussola per chi redige il Business plan

I soggetti destinatari delle direttive strategiche, economiche, finanziarie e patrimoniali contenute nel business plan:

- l'imprenditore o i soci;

- i collaboratori dell'imprenditore con responsabilità di gestione (management);

- i potenziali futuri soci, che intendono conoscere le stime di redditività e il rischio sottostante, del capitale investito;

- i soggetti finanziatori privati (banche, finanziarie di private equity e venture capital);

- le istituzioni pubbliche per l erogazione di contributi a fondo perduto o a tasso agevolato

Il BP non è uno strumento statico ma dinamico che si evolve unitamente al progetto sottostante, i cui principi sono:

- chiarezza;

- completezza;

- affidabilità;

- attendibilità;

- neutralità;

- trasparenza;

- prudenza

La valutazione economico-finanziaria del progetto attraverso indicatori sintetici annuali deve agevolare il lettore nell'analisi del progetto cui si riferisce il BP. L'obiettivo è la formulazione di un giudizio sull'opportunità di:

- realizzare in concreto il progetto, se il BP ha un destinatario interno e si prefigge di appurare la fattibilità di una strategia o operazione aziendale;

- finanziare il progetto, se il BP ha come destinatario un

- potenziale finanziatore;

- patrimonializzare il progetto se il destinatario del documento è un teorico investitore;

- approvare e selezionare il progetto, se il BP ha come destinatario un valutatore con potere di conferimento di un incarico o rilascio di una concessione

Il lavoro realizzato dal Cndcec richiama i «Principi generali di redazione del business plan» approvati dal medesimo organismo il 9 dicembre 2003, a cui si sono aggiunti aggiornamenti, revisioni e adattamenti connessi sia all'evoluzione del mercato economico e finanziario, sia alla crescente necessità di reperire fonti di finanziamento pubbliche e/o private.

Il business plan deve innanzitutto individuare la tipologia di investimento analizzato, formalizzato e valutato come, per esempio, la riorganizzazione delle attività svolte nell'azienda, compiuta al solo scopo della riduzione dei costi della gestione e senza mutamento alcuno, né dei tipi di prodotto (beni o servizi) realizzati, né dei volumi produttivi, né dei mercati serviti. Il business plan potrebbe inoltre essere finalizzato all'avvio di nuove produzioni, con conseguente adeguamento della struttura aziendale (produttiva e anche commerciale e amministrativa), oppure a modificare la struttura finanziaria aziendale, al fine di meglio adeguarla alle attività reali svolte dall'organizzazione. L'elaborazione di un business plan potrebbe essere finalizzata anche all'acquisizione di un finanziamento agevolato e/o di un contributo in conto capitale e/o in conto impianti, e anche alla partecipazione a gare d'appalto o comunque finalizzate all'aggiudicazione di commesse per la realizzazione di specifiche opere.

Sebbene la struttura del business plan non sia codificata e rigida, è consigliabile prevedere una parte qualitativa, discorsiva e descrittiva e una parte quantitativa. In quest'ultima, è fatto obbligo di includere bilanci previsionali riferiti agli esercizi oggetto di programmazione ed integrati da piani finanziari, per cui la presentazione deve necessariamente menzionare tali prospetti nell'indice del piano.

Quindi, nel documento figureranno obbligatoriamente: tanti conti economici di previsione quanti sono i periodi di proiezione del piano; tanti stati patrimoniali di previsione quanti sono i periodi di proiezione del piano; tanti prospetti dei flussi finanziari di previsione quanti sono i periodi di proiezione del piano; una descrizione analitica degli scenari sottostanti il piano ed un'analisi degli scenari alternativi; il calcolo del rendimento complessivo del piano espresso in termini di tasso interno di rendimento (tir) e del relativo rischio.

Qualora il redattore non abbia potuto o voluto aderire a talune indicazioni contenute nei suddetti principi, è fatto obbligo allo stesso di specificare, pur sinteticamente, nella redazione di quali parti del Business Plan ha ritenuto o è stato indotto a non applicare i principi, a quali principi ha derogato e per quali motivazioni (carenza di informazioni, indisponibilità di tempi adeguati per le analisi o altra ragione).

(continua)
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