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Aggiornato il: 09/06/2011 | autore FTAOnline, http://www.messagegroup.it/

L'Italia degli sfrattati

A inizio 2011 gli sfratti per morosita' diminuiscono, ma il problema resta


L'Italia degli sfrattati

Per le famiglie in difficoltà la situazione non migliora: negli ultimi dieci anni più di 250 famiglie sono state sfrattate dalla forza pubblica per finita locazione o per morosità. La causa principale di morosità è l'impossibilità di pagare l'affitto perché mancano i soldi. Questo ha generato un aumento degli sfratti.

Timidi miglioramenti
Secondo i dati raccolti delle cancellerie, nel primo quadrimestre 2011, si è evidenziato un primo cenno di miglioramento. Vale per gli sfratti per morosità (-12,9% su base annua), per i pignoramenti mobiliari (-12,2%) e per le esecuzioni immobiliari (-2,5%). Nonostante questi segnali di ripresa, è però presto per dire che si sta uscendo dalla crisi in quanto le differenze territoriali non consentono di arrivare a conclusioni definitive.

Italia zona per zona
La situazione di difficoltà non è uguale in tutta Italia: secondo Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, "La situazione è molto variegata e si presenta sostanzialmente a pelle di leopardo, anche in base alla situazione economica dei singoli territori, alcuni dei quali danno segnali tendenzialmente di uscita dalla crisi e altri no". "Rileviamo una minore tensione nelle grandi città - aggiunge Sforza Fogliani - mentre la situazione è diversa, e persino opposta, nei piccoli centri, in particolar modo per quelli interessati da crisi aziendali rilevanti".

A Genova le richieste di sfratto sono state 565 nei primi quattro mesi di quest'anno, in calo dell'8,5% su base annua. Stesso andamento a Palermo, dove la percentuale è -8%. A Torino, invece, il 2011 si è aperto con un incremento dell'1,3% con 1.447 famiglie chiamate a lasciare la propria abitazione. Non mancano, poi, centri di medie dimensioni in controtendenza come Lecco (+12,1%) e Mantova (+8%).

Possibili soluzioni al problema
Dopo tre anni di attesa, il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha dato finalmente il via libera al Piano per l'housing sociale (Piano Nazionale di Edilizia Abitativa) approvando gli schemi degli accordi di programma tra il ministero delle Infrastrutture e 14 Regioni per la realizzazione di 15mila alloggi.

Il Piano prevede investimenti per 2,7 miliardi di euro: vengono attivati fondi pubblici per 740 milioni di euro (di cui 298 statali) e fondi privati per quasi 2 miliardi di euro, consentendo la realizzazione di 15.200 alloggi; tali risorse si aggiungono ai 140 milioni di euro già stanziati dal CIPE a favore del sistema di fondi immobiliari per l'edilizia residenziale in risposta al fabbisogno complessivo di abitazioni da parte delle categorie sociali svantaggiate.

Sono 14 le Regioni che potranno beneficiare delle risorse per ristrutturazione, costruzione e acquisto di alloggi di edilizia sociale: Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e Provincia autonoma di Trento. Per le Regioni mancanti, l'assegnazione dei finanziamento avverrà invece in un momento successivo.

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